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venerdì, novembre 25, 2005
ultima ora: webgol ha pubblicato questa bestialità. abbiatevelo
dunque
la settimana ha imboccato l'uscita come al solito un attimo dopo essere cominciata. giorno sbagliato per il fantaleo, tanto più che è in uscita una vaccata che ho scritto a casa do qualcuno che il blog lo sa fare per davvero. il pezzulo che segue invece ha un suo perché: durante tutto l'anno in corso ho pubblicato su una rivista a tiratura locale, tipo un 20.000 copie, una serie di racconti presi dalle favole al capolinea e risistemati per adeguarli allo spazio che il formato del magazine mi concedeva. Dopo le favole ho riscritto anche una storiella, sempre ripresa dal blog, che si è molto giovata dall'accorciarsi e restringersi del testo. Ora, l'uomo di cioccolato è invece la prima cosa che dalla carta provo a portare qui, non perché sia particolarmente felice, ma per tirare a lunedì senza rimorsi, mentre finisco con quell'impiastro del fantaleo.
L’uomo di cioccolato
Il pompiere più anziano sta finalmente per forzare la porta mentre i vicini si fanno sotto, passin passetto, come giocatori in barriera quando l’arbitro non guarda. Si sentono nel loro pieno diritto: li hanno chiamati loro, dopo che per un’intera settimana dall’appartamento dei Marpin non è arrivato nemmeno uno strillo… come? Dopo dieci anni passati a litigare? Ci deve essere sotto qualcosa. La macchina è nel parcheggio, le persiane sono tutte aperte, c’è perfino la finestra del bagno spalancata! Anche se le tapparelle della camera da letto… Sono tutti pronti al peggio.
Giuseppe Marpin pensava che c’è, c’è una regola universale, un pilastro dell’esistenza di persone cose piante o animali – così pensava Giuseppe - se vuoi poter chiedere chiedere chiedere, devi anche dare. Non dico tanto, ma almeno qualche volta… il suo rovello era, chi ha indovinato può alzare la mano, la moglie Stefania, la donna con la quale divideva il letto da quindici anni sei mesi e tredici giorni. Stefania non era cattiva, al contrario, e tuttavia aveva compiuto una scelta di ridistribuzione affettiva universale che Giuseppe non riusciva a digerire: una santa con il mondo, tutto, una carogna con lui, sempre. E se anche c’erano, c’erano stati, giorni nei quali era quasi possibile tornare all’antica intimità, lei di punto in bianco s’inalberava (tanto più lui si avvicinava) e sbottava feroce: dovresti imparare ad essere più dolce e più spontaneo! E con questo la magia scoppiava come una vescica sul calcagno. Dolce… bah…
Stefania invece era semplicemente e assolutamente stufa. Non sapeva dire da quanto tempo, ma avrebbe detto un po’ di più tutti i giorni da almeno quindici anni. Stufa di un uomo che non si cambiava le mutande tutti i giorni, ma che stava tutte le domeniche mattina a lucidare la macchina, che ti mandava al manicomio con la sua ipocondria e si agitava se ti vedeva con due linee di febbre, uno con una scusa pronta per tutto, ma che se gli fai capire le tue ragioni ti dice di piantarla di smenare il torrone. Stufa.
I vicini seguono i pompieri che passano di stanza in stanza chiamando ad alta voce. Poi le voci si spengono nella camera da letto. A poco a poco sono tutti intorno al talamo che lascia interdetti anche i più morbosi. Su un cuscino un omino di cioccolato, sull’altro una stecca di torrone, simboli incomprensibili di un addio simultaneo e non detto, di un’ultima, definitiva scintilla di simpatia, di una camera lasciata al buio, senza nemmeno il bene di sapere chi se n’è andato per ultimo.
giovedì, novembre 24, 2005
Malinteso Istituzionale
(Ankara, conferenza stampa)
Carlo: l'unica mia aspirazione è di portare a termine con dignità il mandato che mi è stato affidato nel maggio del 1999. Voi sapete quale significato io attribuisca al termine dignità.
(Più tardi in albergo)
Carlo: secondo te hanno capito? Franca: non mi sembra Carlo: hai chiamato casa per sapere che cosa dicono al telegiornale? Franca: bah, parlano di autorevolezza morale, saggezza, cose del genere Carlo: nessun accenno all’incontinenza? Franca: no Carlo: bene, speriamo di arrivare presto a primavera Franca: non essere melodrammatico Carlo: certe volte faccio una fatica a tenermela Franca: io la mia idea te l’ho detta Carlo: no, non possono essere solo le barzellette… credo
(dovevo smetterla, ma ho lo stesso problema anch’io)
mercoledì, novembre 23, 2005
La mamma, riassunto.
Stava quasi per finire che non ci capivo un fico secco di come stanno andando le cose fuori dal mondo fiabesco del paesino nel quale sono andato a vivere, quando i fili si sono magicamente annodati grazie ad una stringente e incalzante analisi delle fonti di stampa. Da quel momento è stata una passeggiata, state a sentire: la mamma va al mercato e incontra il papà del suo bambino. Non essendo riuscita a raggiungerlo, va a ritirare i 1000 euro per avere avuto un figlio a tradimento e con quelli cerca di comprare 30 milioni di litri di latte Nestlé, che dice il lattaio che c’era un’offerta 30.000.000 x 1000. La mamma, stremata dopo l’inseguimento del papà del suo bambino, torna a casa a mani vuote e giorno dopo giorno spende il generoso contributo del governo per fare la spesa. Il 15 del mese successivo finiscono anche i soldi della cassa integrazione, ma la mamma ha un’idea: va in farmacia e compra una scatola di pillole del giorno dopo. Ganzissimo, le pillole fanno effetto e ad ogni pasticca ingoiata il tempo salta in avanti di 24 ore. Vi sarà difficile da credere, ma proprio adesso è seduta alla mensa aziendale del suo nuovo lavoro, dalle parti del 2018.
dalla prossima torna il fantaleo, che è meglio.
lunedì, novembre 21, 2005
Falsi bersagli
Per fortuna è ricominciato il processo ad Anna Maria Franzoni. Ce ne gioveremo tutti:
- il marito che ha fatto un video tipo The Blair Witch Project per il Mystfest
- il giornalismo che stava cadendo nella trappola del falso catastrofismo
- l’avvocato Taormina che mancava dal video ormai da 48 ore
- Bruno Vespa
- l’APT di Cogne
- il casting per i partecipanti alla prossima edizione dell’isola dei famosi.
Poi dice che lo splatter è sottocultura, ma capace che bastino le frattaglie di un solo bambino a coprire la manovra d’accerchiamento sulla 194. Tanto la fine del processo è nota, poiché non di omicidio si è trattato, ma di cedimento strutturale. Vuoi che può succedere allo stato di diritto e non ad un esagitato poppante?
Aggiornamento del 21-11-05 ore 23,40
Ringraziamenti: il TG5 per l'ampio servizio di apertura con profusione di disegni dall'aula in puro stile OJ Simpon, e Matrix che sta parlando dell'ipotesi di riforma sulla 194. Adesso mi concentro su un bel 5+1.
venerdì, novembre 18, 2005
Hai solo 12 ore
12 ore per decidere e schierarti, poi sarà troppo tardi. No, non perché qualcuno venga a chiedertene conto, ma solo per non farti divorare dalla tua coscienza, dal tuo senso di responsabilità, dalla tua visione laica dello Stato. Insomma: adesso che critica la devolution, Ruini deve continuare a farsi i cazzi suoi o possiamo considerarlo un compagno che ha sbagliato?
Pensateci, io intanto vado a togliere l’adesivo Bishop go Home! dal mio paraurti.
mercoledì, novembre 16, 2005
era ora, finalmente approvata la Ðevolutiön!
esultanza di Bossi, Maroni sventola il fazzoletto verde, Calderoli mette le mani a cono sull'inguine mentre Castelli resta sulla porta per paura che arrivi Ciampi. Si sa che Fisichella è uscito da AN e che Barrichello è rientrato ai box. Nel frastuono arrivano dai banchi del governo solo frasi di difficile interpretazione:
Ministro Enrico La Loggia: Complimenti Roberto... Ministro Roberto Maroni: Ma vaffanculo terrone!
ricetta del giorno: la casa IACP delle povertà
prendi una casa popolare e donala, non agli inquilini, ma agli sfrattati. Che se la vedano tra di loro, quei pezzenti creduloni.
(appunti:. Per il CdM di domani: dire a Brunetta che dobbiamo evitare di promettere le stesse topaie a persone diverse nella stessa mattinata. Per la conferenza stampa: insistere sul fatto che i comunisti mangiano le case e bruciano i bambini nei cassonetti soprattutto quando vanno sulla rive gauche a Lione. Durante la manicure: chiedere a Bondi chi è stato eliminato dalla Talpa).
martedì, novembre 15, 2005
La classe operaia va in paradiso. Isole comprese.
dalla Sardegna è arrivata la notizia che un operaio è morto cadendo dal tetto di una stalla che stava riparando. Cioè la notizia non è questa, ma che l'operaio lavorava in nero. 'Spetta, la notizia è che il suo datore di lavoro lo ha raccolto e portato in pronto soccorso asserendo di averlo investito accidentalmente con l'auto. No, no, no, la notizia è che l'imprenditore è stato scoperto perché non aveva avuto cuore di ammaccarsi il cofano per rendere il racconto credibile. Ecco. Se fossi il suo avvocato proverei a sostenere che l'imprenditore contava di far percepire alla vedova, visto che l'uomo lavorava volontariamente in nero, almeno il rimborso dall'assicurazione del veicolo. Tanto le assicurazioni sono tutte una truffa legalizzata. Giusto?
martedì, novembre 08, 2005
Sonny, Debbie e il Fantaleo Un amore esigente nell’anno 21.004 CINQUANTAQUATTRESIMA PUNTATA
Sonny se ne rimase per un po’ a fissare il tunnel aspettando che Tashi continuasse a parlare. L’illuminazione era uniforme, le pareti di un qualcosa semisolido, trasparente, vagamente azzurro. Sonny era certo di non avere mai visto un minerale sintetico di quella consistenza, o inconsistenza, ma l’istinto gli suggeriva di non toccarlo, pena la scoperta che si trattava di qualcosa di vivo… Tashi rise, Sonny finalmente staccò lo sguardo da quell’improbabile orizzonte e tornò a guardare la donna. «Tu ci sopravvaluti Sonny, non siamo così potenti da creare un essere vivente lungo quindicimila chilometri, ma sopravvaluti anche la tua scienza. Non è questa l’epoca né l’angolo di universo nel quale la materia sia stata conosciuta e dominata fino alla sua ultima legge» «Esiste un posto simile?» «Non lo so, non lo credo, e non credo rappresenti uno dei nostri problemi più urgenti» «Mi piacerebbe saperlo comunque…» «Hai almeno dieci ore per pensarci, se parti subito» disse Tashi porgendo la mano al resto del gruppo che era rimasto al centro della sala principale.
Alma e Clara Akiko si mossero al richiamo di Tashi, mentre Henn, accucciato vicino al padre, non si mosse. Jorge rimase in disparte, insolitamente silenzioso. «Henn» lo chiamò la donna «anche tu tesoro, vieni» «Non posso» rispose il bambino a bassa voce «Posso salvarlo caro, fino a quando starà con noi sarà curato e al sicuro, ma tu non puoi rimanere» «No, io resto» Henn era in bilico tra la rabbia e le lacrime «se resta lui resto anch’io» «Non posso mentirti Henn» disse Tashi raggiungendolo «non voglio farlo. Fuori di qui tuo padre impazzirebbe, almeno per adesso, ma… ma, una volta che quel tunnel si sarà chiuso non si riaprirà più. Se avrete successo restituirò tuo padre alla sua casa, lo troverai al tuo ritorno, in caso contrario non avrà alcuna importanza» «Non mi sembra…» Sonny non capiva lo scopo di tanta durezza e se ne sentiva infastidito. Tashi lo ignorò. «Hai capito quello che ti ho detto Henn?» «Hai detto che forse posso essere utile…» rispose il ragazzo senza riuscire a staccare gli occhi da suo padre. «È quello che ho detto» «Ma io voglio stare con mio padre» insistette il ragazzo ormai alle lacrime «Lo so, ma fino a quando non sarai di ritorno, lui sarà tuo padre e tu sarai suo figlio» disse Tashi indicando Sonny «Mi sembra che questo ragazzo abbia già sopportato abbastanza per la sua età» sbottò Akiko afferrando Henn per le spalle. Il bambino ricambiò il suo abbraccio. «Poche, poche cose Clara Akiko abbiamo letto nei percorsi probabilistici tracciati dal fantaleo, una di queste è che Sonny avrà un figlio quando sarà davanti all’ultima porta. Un figlio come Henn e una moglie» «Torno fuori a farmi sbranare dalle zecche piuttosto» rispose Akiko. Tashi fissò Alma Victoria. «Ma non so chi di voi due lo sia. Questo non siamo riusciti a capirlo» tornò a fissare Henn «di tutti sei tu quello di cui sono più certa. C’è molta luce dentro di te» «Magari il figlio è lui…» disse Henn indicando Jorge, il settantenne con il corpo da bambino. «Allora vado io a farmi divorare dalle zecche» disse Sonny Tashi alzò la mano imponendo il silenzio. Li guardò uno a uno. «Andiamo, è ora» prese il viso di Henn fra le mani «abbiamo solo questa strada, lo capisci vero?» Il cenno di assenso del ragazzo fece pensare a Sonny che la donna gli avesse appena detto a Henn anche dell’altro. Jorge si unì ai compagni e con loro raggiunse l’imboccatura del tunnel. Tashi si fermò e il piccolo grande Hukkala invitò gli altri a sedersi sul pavimento levigato. Un fruscio fu l’unico segnale che la porta stava per chiudersi alle loro spalle. Furono sollevati di pochi centimetri da terra e cominciarono a muoversi in avanti. Sonny fu l’unico a voltarsi in tempo per vedere Tashi scomparire dietro la porta definitivamente richiusa.
(continua)
venerdì, novembre 04, 2005
di nuovo tante scuse
mi affretto a dirvi che sono in ritardo con la puntata del fantaleo. magari domani. con le maiuscole, la punteggiatura e la consueta mattanza di avverbi. di solito ci soffro a non farcela, ma stasera ho una ragione per prenderla con calma: dice che andiamo in pensione dopo i 70, perciò ho un sacco di tempo! il nuovo Cipputi, credo, sarà Raimondo Vianello e nella prossima finanziaria saranno assegnati 300.000,00 euro a tutti le coppie novantaseienni che avranno il secondo figlio eterosessuale. a ben vedere sembra che dovrei denunciare il governo per plagio, visto che mi copia la fantascienza. statevi bene.
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